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Comunicare oggi #8

Grazie al cielo siete qui...

Siamo esseri umani, qualche volta potremmo provare a ricordarcelo.
E se collegare questa parola a valori come compassione, sensibilità e altruismo risulta per alcuni, ahimè, molto difficile, proviamo a collegare la condizione di essere umano almeno a un fattore biologico e cioè che si nasce, si cresce, si diventa adulti, si invecchia e si muore.

Nella sostanza è un ciclo molto democratico, nessuno può modificarne il percorso. Non c’è trucco, non c’è inganno, nessuno nasce anziano, nessuno resta un cinquenne tutta la vita. Molto più semplice così?
Ecco vorrei riflettere insieme a voi proprio su questo tema, perché troppe volte in queste settimane drammatiche di fronte allo sterminio Covid-19 ho letto e sentito “era anziano” oppure “aveva più di 80 anni”. Sono arrabbiato, ve lo confesso. Arrabbiato e deluso per la leggerezza e il cinismo con cui sono state diffuse certe affermazioni, dalle quali voglio prendere le distanze.

Come se morire anziani e senza respiro per colpa di un virus fosse meno grave, meno tragico.
Come se la condizione di essere anziano fosse declassata a un rango inferiore.
Come se gli anziani fossero una parte di popolazione, la cui perdita provochi meno dolore.
Io penso l’esatto contrario.
Gli anziani di oggi sono i bambini di ieri. Chi di voi avrebbe mai il coraggio di spiegare al proprio figlio che quando crescerà e diventerà vecchio nessuno gli dedicherà attenzioni e cure?
Lo ripeto, non si nasce anziani e non si resta bambini per sempre e credo che praticare un nuovo umanesimo significhi anche rispettare l’intero ciclo della vita e considerare che l’amore e l’affetto non sono certo legati all’età.
Pensiamo ai nonni, per esempio. Io li vedo come un patrimonio dell’umanità, per la saggezza, la pazienza e il potere di tramandare storia, stili di vita e cultura ai nipoti.

La perdita di un anziano fa male. La perdita di un anziano è dolorosa, a volte inaccettabile come quella di qualsiasi altro essere umano.
La prima cosa che farò appena ne avrò la possibilità sarà gustarmi quel lungo, infinito abbraccio delle mie figlie ai nonni. Probabilmente mi commuoverò e penserò “grazie al cielo siete qui”.
[Andrea Fiore]

Grazie al cielo siete qui

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