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Comunicare oggi #14

Non posso fare a meno di citare Barilla...

Dal 2004 sono titolare dell’agenzia Net Project di Parma. Da allora sembra trascorso un secolo per quanto si sono evoluti i sistemi di comunicazione e gli strumenti in grado di creare connessione tra le persone. Come imprenditore e come persona attaccata alle proprie radici da sempre mi impegno per portare avanti in parallelo le attività di business e quelle di responsabilità sociale per il territorio. Credo che dare vita ad attività benefiche per il territorio di appartenenza sia un atto d’amore e di rispetto, un “restituire” almeno in parte ciò che la comunità in cui vivo mi dona ogni giorno in termini di benessere, collettività e cultura.
Gioisco e mi riempio di patriottico orgoglio ogni volta che apprendo di altre aziende di Parma che raggiungono importanti traguardi o che sono pioniere di innovazione e sostenibilità ambientale.

Oggi, come forse era prevedibile, non posso fare a meno di citare Barilla, azienda leader mondiale nel settore della pasta, che in questo momento è impegnata in due importanti progetti di comunicazione e sostenibilità. Le attività a cui faccio riferimento non hanno fatto troppo clamore, ma per me che vivo di comunicazione non sono passate inosservate.
Innanzitutto il nuovo packaging. Il colore blu scuro lascia il posto all’azzurro, quello del cielo d’Italia, luminoso e mediterraneo. Infatti proprio nel 2020 Barilla ha siglato un importante accordo con i propri fornitori di grano per garantire ai consumatori un prodotto realizzato al 100% con grano italiano.
Chissà, forse la nuova scatola di pasta d’azzurro dipinta, da molti potrà essere interpretata come “avevano voglia di cambiare dopo tanti anni” oppure “così catturano l’attenzione del consumatore”. Amici, una cosa è certa, e cioè che la scelta di cambiare il pack di una linea di prodotto consolidata è importante, rischiosa, a volte decisiva. Per citare Alessandro Borghese è una scelta che “potrebbe confermare o ribaltare il risultato”, per questo è frutto di analisi, lunghe ricerche di mercato, studi sulle abitudini dei consumatori, analisi emotive, comparative, percettive e altro ancora.

Come dicevo sopra, Barilla sta portando avanti anche un altro importante progetto, questa volta a sostegno di un minor impatto ambientale, per il momento attivo solo in UK. La scatola di pasta Barilla verrà prodotta interamente in carta, pertanto la finestra trasparente in plastica a cui eravamo abituati verrà eliminata. L’azienda parmigiana utilizzerà quello spazio per spiegare al consumatore che la confezione potrà essere interamente riciclata nella carta. Un piccolo, grande gesto di sostenibilità, che tutti siamo chiamati a rispettare, anche i più pigri che ritenevano uno “sbattimento” il separare i due materiali prima di buttarli.

Qual è dunque il risvolto che potrebbe farci assalire dal dubbio che questa scelta sia azzeccata per l’ambiente, ma un po’ meno per il business? Semplice. Il consumatore non vede più il contenuto della confezione.
Io credo che Barilla voglia ricambiare la fiducia dei propri consumatori, perché quel marchio ha fatto la storia e oggi rappresenta una garanzia. Voglio dire, lo spaghetto n.5 lo conosciamo tutti e non abbiamo bisogno di passare dal check in della finestra in plastica. O forse no?
Lo spero con tutte le mie forze che si possa fare sempre di più per l’ambiente.
Sono fiducioso che Barilla possa segnare un esempio positivo e far scattare un atteso effetto domino. E se esprimo desideri lo voglio fare in grande, quindi auspico una nuova legge che imponga alle aziende l’utilizzo di materiale riciclabile. Ancora oggi purtroppo sono tante le confezioni di prodotti che riportano la dicitura “materiale non differenziabile”. E come sempre non sono i materiali ma la nostra sensibilità a fare la “differenza”.

[Andrea Fiore]

Barilla

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