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Comunicare oggi #15

Quel che resta di noi...

Quel che resta di noi. No, non è un riferimento all’omonimo libro e non è nemmeno la prima frase di una lettera d’amore. Quello che intendo è invece il nostro passaggio dai luoghi di vacanza e di gite fuori porta, che rischia di lasciare un ricordo indelebile, o quasi, nell’ambiente prima ancora che nella nostra memoria.

Ogni anno e “ogni maledetta domenica” sono sempre troppi i rifiuti tristemente abbandonati su spiagge, sentieri e prati. Scatolette, bottiglie rotte, plastica, mozziconi di sigaretta e chi più ne ha più ne metta. Un gesto squallido e insensato, che produce un impatto devastante sull’ecosistema e anche sulla salute di tutti noi. Giusto per non raccontarcela e continuare pensare che il danno delle nostre azioni verrà riparato da qualcun altro è bene ribadire che in soldoni, l’inquinamento che produciamo è molto democratico e generoso nei suoi effetti, ma soprattutto non risparmia categoria alcuna. Poveri e ricchi, giovani e vecchi, buoni e cattivi, siamo tutti coinvolti. Esistono materiali così tossici e dannosi che non si degradano MAI, come i mozziconi di sigaretta, altri che impiegano secoli, come le bottiglie di plastica.

Ora facciamo un esempio: un pannolino abbandonato nell’ambiente ci impiega la bellezza di 500 anni per degradarsi e sapete che cosa significa? Significa che se andassimo a ritroso nel tempo di 5 secoli potremmo incontrare Leonardo Da Vinci e Lorenzo il Magnifico, che di certo non approverebbero lo scellerato gesto. Questo per darci un’idea e una misura del tempo. L’intenzione di oggi è quella di comunicare a favore dell’ambiente e della salute di tutti noi. Prima di abbandonare le mete vacanziere preoccupiamoci di non abbandonare rifiuti e portiamo nelle nostre città lo stesso rispetto. Perché sarebbe il souvenir più prezioso. Perché il rispetto per la terra e per gli altri può davvero cambiare il mondo e la vita di tutti.

[Andrea Fiore]

rifiuti

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